Un momento difficile per l’Avvocatura ma anche un’occasione di rinnovamento


a cura di: Mauro Vaglio - Presidente dell’Ordine degli Avvocati.

Stiamo certamente vivendo uno di momenti più bui della storia dell’Avvocatura Italiana. E non mi riferisco solo al pur devastante aspetto economico che vede la nostra Professione aggredita da improvvide riforme, concepite e messe in campo senza neppure ascoltare il nostro parere. Mi riferisco ad una vera e propria campagna di informazione che ci dipinge, agli occhi dell’opinione pubblica in un modo che, molto riduttivamente, si può definire denigratorio.
L’Avvocato non viene presentato per ciò che è, ovvero una risorsa per il cittadino in difficoltà, un professionista in grado di assisterlo e guidarlo nella attuale giungla legislativa italiana, ma lo si descrive come uno spietato profittatore, appartenente ad una casta avida e insensibile e che praticamente vive alle spalle dei guai giudiziari dei cittadini.
Non stupisce, quindi, che in un’ inammissibile intervista rilasciata qualche tempo fa ad una trasmissione televisiva di successo, il Dott. Piercamillo Davigo (noto magistrato dell’ex-pool Mani Pulite) abbia affermato senza mezzi termini che la colpa della mancata riforma della giustizia e, soprattutto, della lunghezza dei processi è da attribuirsi agli Avvocati che, rappresentando una potentissima casta, si oppongono alla riduzione del numero dei processi in quanto “gli Avvocati vivono dei processi”.
Non voglio neppure commentare l’intenzione politica dell’attacco alla nostra professione, tanto più vile in quanto portato, senza alcun contraddittorio, da chi è ben al riparo da qualsiasi problema grazie ad un lauto stipendio statale e ad un’assoluta impunità delle proprie azioni che solo possono essere giudicate dai suoi “pari” ... questi sì, una vera casta!
A questa opera di vera e propria mistificazione dobbiamo reagire in due modi: mostrare qual è il vero ruolo dell’Avvocato nella società e riformare, al contempo, i nostri organi interni adeguandoli ai tempi e alle esigenze di una società in profondo cambiamento.
L’Ordine di Roma ha già iniziato, al suo interno, una riforma delle proprie attività e, d’intesa con gli altri Consigli dell’Ordine, abbiamo avviato intense consultazioni per rafforzare l’unità e la rappresentatività della Categoria gettando le basi di una più proficua collaborazione con l’Organismo Unitario dell’ Avvocatura, con il Consiglio Nazionale Forense e con la Cassa Forense. Si è determinata anche una nuova sintonia, da parecchi anni interrotta, con gli ordini distrettuali: una Unione del Distretto forte significa rappresentare circa il 18% degli Avvocati Italiani.
Insomma, il momento è difficile ma noi sapremo reagire ed il mondo politico avrà di fronte un’Avvocatura compatta che non gli permetterà di mortificare la nostra nobile professione e soprattutto di svilire la figura di “difensori dei diritti” che è sempre stata un vanto del nostro Paese e che, proprio per questo, ha un posto di rilievo nella Costituzione repubblicana. Del resto fin dall’antichità la tutela del diritto di difesa e la civiltà giuridica rappresentano espressione di libertà e democrazia di qualsiasi società.