Il fallimento delle società in mano pubblica


a cura di: Francesco Scarafoni - Praticante Avvocati.

Sommario: 1. Premessa: il contenuto delle pronunce in commento – 2. La nota problematica legata alla fallibilità delle società a capitale pubblico prima del d.lgs. n. 175 del 2016 – 3.L’intervento del d.lgs. n. 175 del 2016 – 4.L’esercizio provvisorio: applicabilità e limiti.

1. Premessa: il contenuto delle pronunce in commento
Con sentenza del 18.10.2016, emessa in Camera di Consiglio all’esito del giudizio recante il n. 28 del 2016, il Tribunale di Reggio Calabria ha dichiarato il fallimento della “SoCiETÀ Di GESTioNE PER L’AERoPoRTo DELLo STRETTo” S.P.A. iN LiQUiDAZioNE (d’ora in poi anche solo So.G.A.S.), il cui oggetto sociale consiste, principalmente, nello sviluppo, progettazione, realizzazione, adeguamento, gestione, manutenzione ed uso degli impianti e delle infrastrutture per l’esercizio dell’attività aeroportuale dell’aeroporto dello stretto; ed il cui attuale assetto societario, ovvero la ripartizione del capitale tra i soci, è il seguente: Provincia di Reggio Calabria: 67,38%; Provincia di messina: 14,96%; Regione Calabria: 13,02%; Comune di Reggio Calabria: 4,63%; CCiAA di Reggio Calabria: 0,01%. Con la medesima pronuncia è stata altresì autorizzata la continuazione temporanea dell’attività di impresa, ex art. 104 l.f., per tre mesi decorrenti dalla data di deposito della sentenza, onerando il Curatore alla presentazione del rendiconto al Giudice Delegato ogni trenta giorni. L’esercizio provvisorio era disposto in considerazione della disponibilità liquida immediata di € 696.000,00, messa appositamente a disposizione dalla Provincia di Reggio Calabria, che, secondo il Tribunale, avrebbe consentito la continuazione dell’attività d’impresa per un periodo di tre mesi, senza alcun rilevante incremento del deficit patrimoniale della società fallita. Con successiva pronuncia del 20.1.2017, il medesimo Tribunale accordava una proroga temporanea dell’esercizio dell’impresa fallita So.G.A.S. spa in liquidazione fino al 15.3.2017, ritenendo esistenti i presupposti per concederla sulla base del principio per cui il danno grave, derivante dall’interruzione dell’attività di impresa, deve essere individuato nell’esigenza di assicurare la continuazione del servizio in concessione, anche a tutela di tutti i creditori intesi nella più ampia accezione di collettività in genere (e non solo di ceto), tenendo conto dei risultati complessivi dell’intera procedura e dovendosi affiancare ai risultati dell’esercizio provvisorio il plusvalore derivante dall’alienazione di un complesso funzionante in luogo di una cessione atomistica dei beni; in caso di continuazione veniva previsto il pareggio di bilancio o, al più, un modesto sbilancio negativo“tollerabile”nel contesto della delicata attività d’impresa che eroga un servizio pubblico essenziale e giustificato dal vantaggio ottenuto, in favore dei creditori e della collettività, dal mantenimento dello scalo aeroportuale. Le due pronunce sopra citate, ed in particolare la prima, investono il problema della fallibilità delle società partecipate da soggetti pubblici che gestiscono servizi di interesse pubblico e quello dell’attuabilità, in tal caso, dell’esercizio provvisorio, ragion per cui nel presente scritto verranno esaminati entrambi i profili.,, (leggi tutto in PDF)

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