Globalizzazione nel mondo del lavoro: adeguamento del regolamento aziendale e integrazione del dipendente


a cura di: Carlotta Maria Manni - Praticante Avvocato.

CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – Sentenza 14 marzo 2017 nella causa C-157/15

[…] Il divieto di indossare un velo islamico, derivante da una norma interna di un’impresa privata che vieta di indossare in modo visibile qualsiasi segno politico, filosofico o religioso sul luogo di lavoro, non costituisce una discriminazione diretta fondata sulla religione o sulle convinzioni personali […]. Può invece costituire una discriminazione indiretta […] qualora venga dimostrato che l’obbligo apparentemente neutro comporta uno svantaggio per le persone che aderiscono ad una determinata religione o ideologia, a meno che esso sia giustificato da una finalità legittima, come il perseguimento, da parte del datore di lavoro, di una politica di neutralità politica, filosofica e religiosa nei rapporti con i clienti, e che i mezzi impiegati per il conseguimento di tale finalità siano appropriati e necessari, circostanza, questa, che spetta al giudice del rinvio verificare.

Il fenomeno della globalizzazione, visto in connessione con l’altro fenomeno, vale a dire quello della circolazione dei lavoratori rappresenta spesso una opportunità per aziende e lavoratori di entrare in contatto tra loro. Da un lato le aziende delocalizzano le proprie sedi per ridurre i costi di produzione e gli oneri fiscali per costruire strutture a più livelli, da ultimo, anche quello multiculturale. Per altra via occorre tener presente che i lavoratori svolgono attività lavorative compatibili con la loro formazione, oltre a beneficiare in concreto di retribuzioni maggiori rispetto a quelle che diversamente percepirebbero nel proprio paese1. A ciò si aggiungono i vantaggi ad essi assicurati di operare in un ambiente multiculturale che può aprire e sviluppare le competenze interpersonali. Questo è lo scenario di fondo che è dato cogliere da una prima lettura della sentenza di cui ci occupiamo. Tuttavia la fattispecie ha posto non poche problematiche sotto il profilo politico ed economico. Una società aperta alle diversità e che vuole essere pluralista deve adoperarsi per un adeguamento della disciplina giuslavoristica rispetto alle esigenze pratiche del lavoratore straniero, e viceversa. Il problema che qui esaminiamo è l’incompatibilità, in alcuni casi emergente, tra la normativa aziendale e il credo religioso... (leggi tutto in PDF)

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