Evoluzione della cultura della mediazione in materia condominiale


a cura di: Gabriella Santini Avvocato Mediatore.

La disciplina dell’istituto giuridico della mediazione in materia di condominio trova la sua collocazione nell’ambito della più ampia regolamentazione del procedimento di mediazione come dettato dal D.Lgs. n. 28/2010 e succ. modificazioni. All’esame della disciplina della mediazione in materia condominiale è opportuno premettere un breve cenno all’iter legislativo che la normativa sulla mediazione ha seguito dal 2010 ad oggi. Com’è noto, il D.Lgs. n. 28/2010 ha stabilito l’obbligatorietà del tentativo del procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità in giudizio per tutte le controversie vertenti sulle materie specificatamente indicate dal decreto, ivi incluse le controversie in materia condominiale, intendendosi per esse quelle derivanti dalla violazione o dall’errata applicazione delle disposizioni del libro III, titolo VII, capo II del codice e degli articoli da 61 a 72 delle disposizioni di attuazione all’epoca presenti. In particolare, rilevante è stata la riforma operata dalla L. n. 220/2012 che, con l’introduzione dell’art. 71 quater alle disposizioni di attuazione del codice civile, stabiliva, tra l’altro, la competenza territoriale della circoscrizione del Tribunale nella quale il condominio è situato. Recita la norma:

La domanda di mediazione deve essere presentata, a pena di inammissibilità, presso un organismo di mediazione ubicato nella circoscrizione del tribunale nella quale il condominio è situato. Al procedimento è legittimato a partecipare l’amministratore, previa delibera assembleare da assumere con la maggioranza di cui all’articolo 1136, secondo comma, del codice. Se i termini di comparizione davanti al mediatore non consentono di assumere la delibera di cui al terzo comma, il mediatore dispone, su istanza del condominio, idonea proroga della prima comparizione. La proposta di mediazione deve essere approvata dall’assemblea con la maggioranza di cui all’articolo 1136, secondo comma, del codice. Se non si raggiunge la predetta maggioranza, la proposta si deve intendere non accettata. Il mediatore fissa il termine per la proposta di conciliazione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, tenendo conto della necessità per l’amministratore di munirsi della delibera assembleare.... (leggi tutto in PDF)

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